Cosa sono i Big Data: Cristiana Falcone approfondisce il tema

Cristiana Falcone estratta dal suo profilo LinkedIn: Cristiana Falcone vanta oltre 20 anni di esperienza professionale nella elaborazione di strategie ed implementazione di partnership per lo sviluppo del business maturata collaborando con i leader di aziende multinazionali (SONY, Shell, Revlon),  interagendo con organizzazioni governative internazionali (ILO, IFAD, FAO, UNDCCP, IADB) e operando nel mondo dei media (Radio Televisione Italiana, Gruppo Espresso, Univision, Viacom).  Nel 2004 dirige la sezione Media, Intrattenimento, Informazione e Sport del World Economic Forum per poi diventare Senior Advisor dell’Executive Chairman e Fondatore che le affida in particolare la responsabilità dello sviluppo di servizi e prodotti innovativi e la valutazione del rischio geopolitico legato alle tecnologie emergenti. Dal 2006 è CEO e membro del Consiglio di Amministrazione della JMCMRJ Sorrell Foundation che promuove iniziative innovative globali nell’ambito della salute, dell’educazione e della riduzione della povertà per il raggiungimento degli obiettivi UNSDG. È membro dei Consigli di Amministrazione del Paley Center for Media, di Internews, della Tufts University, del Summit Institute e della Fondazione Guido Carli.

Cosa sono i big data? E a cosa servono nello specifico? 

Come spiega Cristiana Falcone nel suo intervento sul blog del Metaverso, Con il web e internet, ormai siamo avvezzi a nuovi termini, come big data, che possiamo definire come un patrimonio di informazioni che hanno un valore piuttosto alto. Il motivo è semplice: reperire i dati di potenziali clienti permette di strutturare un profilo marketing migliore, con una strategia mirata all’aumento delle vendite di beni e servizi. 

Big Data, un approfondimento

Abbiamo cercato di offrire una descrizione approssimativa dei big data, sebbene il significato possa in qualche modo variare. È indubbio che ormai la digitalizzazione sia in atto e che stia offrendo la possibilità di reperire dei dati molto più velocemente. Questo aspetto rappresenta un vantaggio per chi si occupa di business.

Il mondo digitale, infatti, propone un volume di informazioni davvero infinito. I big data sono i dati che vanno oltre i classici database tradizionali, in quanto offrono una panoramica più completa su diversi soggetti. Un’altra definizione di big data è la seguente: “l’analisi di una quantità enorme di informazioni utili”. 

A cosa servono i big data, uno sguardo preciso

In italiano possiamo tradurre big data con “grandi dati”, e sono uno dei pilastri attuali del business moderno. In particolare, infatti, il loro scopo è di andare a massimizzare i profitti. Ogni giorno utilizziamo il web, e ogni giorno lasciamo delle tracce, che possono andare a costruire lo scheletro dei big data. 

Uno degli esempi più lampanti in cui i big data possono tornare utili è la vendita online. Accrescere la produttività sul web è relativamente semplice, soprattutto quando si posseggono delle informazioni essenziali per costruire un target di clienti. I big data, dunque, permettono di estrarre dati dal web per avere un ritorno economico piuttosto importante.

Come i big data si trasformano in smart data

Naturalmente, per definizione, i big data rappresentano una mole di informazioni intensa. Ma non tutti i dati tornano utili alle aziende, e per questo motivo è necessario trasformare i big data in smart data. Una volta che abbiamo a disposizione i big data, possiamo passarli al vaglio, interpretarli e soprattutto utilizzarli nel modo corretto per affinare il proprio business. 

Nel momento in cui si ottengono gli smart data, possiamo ovviamente iniziare a buttare giù delle strategie di marketing finalizzate agli obiettivi dell’azienda.

Come si costruiscono i big data sul web

Navigare sul web ci permette di lasciare delle sorte di “tracce”. Per usare una metafora fiabesca, sono delle “briciole di pane” che vanno a mostrare le nostre abitudini di consumatori. Cosa acquistiamo, come ci spostiamo, come usiamo la carta di credito, cosa ci interessa, i nostri hobby. In questo modo le aziende propongono delle strategie e una linea di comunicazione mirata a soddisfare i nostri bisogni. 

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