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Enzo Anghinelli, ricordi Mastour al Milan?

Le promesse incompiute del Milan: Hachim Mastour, ce ne parla Enzo Anghinelli, blogger dal cuore rossonero che pubblica spesso ultime notizie sul Milan di oggi, curiosità sulla curva, statistiche ed approfondimenti a tema rossonero.

Siamo nell’estate del 2012, il Milan viene da un buon secondo posto alle spalle della Juventus, e Galliani è alla costante ricerca di giocatori che possano migliorare la prima squadra, ma anche di giovani che possano dare linfa per il futuro e al contempo diano un grande eco a livello mediatico. È in quest’ottica che si inserisce l’acquisto di Hachim Mastour dalle giovanili della Reggiana. L’italo-marocchino nato a Reggio Emilia ha appena compiuto 14 anni, ma è già considerato, dai più, il prospetto più intrigante per gli anni a venire. Galliani, con un’offerta record di 500.000 euro per un giocatore così giovane, lo soffia da sotto il naso ai rivali dell’Inter, ormai sicuri di essere riusciti a metterlo sotto contratto dopo avergli fatto giocare alcuni tornei con la maglia nerazzurra in attesa del compimento del suo quattordicesimo anno di età. La presentazione di Mastour avviene in pompa magna, come se fosse già un campione affermato, con una conferenza stampa alla presenza di tutte le televisioni e alcuni video girati da Sky che lo riprendevano palleggiare con i compagni della prima squadra, tra i quali ne spicca uno in cui il ragazzo palleggia con arance, palle da tennis e biglie. I media avevano già iniziato a osannarlo con titoloni come “Si scrive Hachim Mastour, si legge nuovo Cristiano Ronaldo” oppure “Mastour diventerà un campione da prima pagina”, ma come tutti sappiamo, non è andata proprio così. Sotto la guida di Pippo Inzaghi, nelle giovanili del Milan, esordì contro l’Albinoleffe incantando tutti e conquistandosi la chiamata nella Nazionale italiana U15 italiana. Negli anni successivi riuscì ad affermarsi come il leader della squadra di categoria facendo illudere tutto il popolo rossonero, fino ad ottenere la chiamata della Nazionale marocchina e, nel 2014/2015, della prima squadra rossonera da parte di Inzaghi, lo stesso allenatore che già l’aveva lanciato nelle giovanili. L’esordio però viene continuamente rimandato e il talentino di Reggio Emilia non riuscirà mai a calcare il campo della serie A. 

L’anno successivo viene mandato un prestito a Malaga, una squadra forte ma in costante crisi societaria visto il disinteresse del Presidente sceicco al-Thani che, dopo averla comprata e portata in Champions League, ha deciso di lasciarla a sé stessa per dedicarsi all’equitazione. A Malaga Mastour non vede praticamente mai il campo se non per cinque minuti nella sfida persa contro il Betis Siviglia. Dopo La Spagna è il turno dell’Olanda: Mastour, ancora diciannovenne, vola al PEC Zwolle per provare a rilanciare le proprie quotazioni, ma anche qui non trova fortuna in un campionato molto agonistico come l’Eredivisie e viene retrocesso dopo poche partite nella squadra U21. Nell’estate del 2018 il Milan si rende conto che il giocatore non è neanche un briciolo di quello che si pensava diventasse e, alla scadenza del contratto, non lo rinnova. Negli anni successivi Taibi ha provato a dargli una nuova opportunità portandolo in serie C alla Reggina, ma Mastour non incide sul terreno di gioco e non si dimostra molto professionale nemmeno fuori dal campo; quindi, dopo due stagioni con poche apparizioni viene girato al Carpi in prestito e poi svincolato nuovamente a luglio 2021. Ora si allena da solo e posta foto in costume sui social, in attesa di una squadra che abbia ancora voglia di puntare su di lui.

ENZO ANGHINELLI

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ENZO ANGHINELLI OGGI

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ENZO ANGHINELLI MILAN

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ENZO ANGHINELLI CURVA SUD

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Le altre promesse incompiute del Milan: Albertazzi, Comi e Beretta

Nel settore giovanile sono cresciuti molti giocatori che si sono affermati a un grande livello sia con la maglia rossonera (Maldini, Abate, De Sciglio, Calabria…) che con maglie di altre squadre (Locatelli, Petagna, Darmian…), ma per ogni giocatore esploso ne possiamo trovare uno che è finito nel dimenticatoio nonostante fosse una giovane speranza. Per Enzo Anghinelli, queste sono vere e proprie “promesse incompiute”!

Michelangelo Albertazzi viene acquistato dal Bologna nel 2007 e lasciato un anno in prestito nella città felsinea. Una volta arrivato a Milano, nelle giovanili vince da protagonista il campionato Berretti e la Coppa Italia Primavera giocando sia da centrale che da terzino sinistro, proprio per questo gli è affibbiato il fardello di essere il possibile nuovo Paolo Maldini. Il difensore bolognese però non è all’altezza di questo paragone e in prima squadra non esordisce mai con i rossoneri, passando prima al Varese e poi al Verona dove, dopo una stagione di serie cadetta, riesce finalmente a calcare i campi di serie A per quindici volte. Nel 2018 dopo essere stato svincolato passa a Livorno, in serie B, ma dopo sole quattro apparizioni gli viene rescisso il contratto e oggi, a 31 anni, è ancora alla ricerca di una squadra. Il suo nome è tornato alla ribalta lo scorso dicembre quando Report dietro una sua segnalazione iniziò ad indagare sul caso delle bollette gonfiate inviate ai giocatori che abitavano in un palazzo di proprietà della società rossonera (all’epoca dei fatti nelle mani della Fininvest). Lo stesso Albertazzi ha dichiarato ai microfoni della trasmissione tv: “Al Milan io ho alloggiato in convitto per due mesi, mentre mi preparavano questo appartamento in comodato d’uso dove alloggiavano anche altri calciatori come Kalac, Inzaghi, Gattuso, Ancelotti. Io mi sono ritrovato detratte dallo stipendio cifre assurde, giustificate come utenze luce e gas per cifre anche di 9mila euro al mese. Ho iniziato a chiedere le bollette, per vedere se c’erano dei problemi al contatore o non lo so. Per farla breve, negli anni, ormai ne sono passati 10, per i 3-4 anni che ho usufruito di questa casa, non ho mai avuto una bolletta reale. Adesso so che mi hanno trattenuto una cifra intorno ai 150mila euro. La società che gestiva la casa? Mi hanno chiesto più di 120mila euro per i danni alla casa, come risarcimento. E altre spese condominiali, che non mi avevano tolto dalla busta paga. Alla fine, si è arrivati a un patteggiamento, dove hanno rinunciato a chiedermi i danni”.

Gianmario Comi, invece, al contrario di Albertazzi, pur non riuscendo ad affermarsi in prima squadra dopo le buone prestazioni fornite in Primavera, si è ritagliato un discreto ruolo tra cadetteria e Lega Pro, guidando l’attacco di Reggina, Novara, Virtus Lanciano, Avellino, Carpi e Livorno. Attualmente, a 29 anni, è il terminale offensivo titolare della Pro Vercelli in Lega Pro, squadra in cui milita dal settembre 2018.

Giacomo Beretta, coetaneo di Comi, ha ripercorsi più o meno le stesse orme dell’ex compagno di reparto alle giovanili, girovagando per l’Italia in diverse squadre della serie cadetta come Ascoli, Juve Stabia, Lecce, Carpi, Entella e Foggia. La scorsa stagione, dopo un inizio stagione al Padova in Lega Pro, si è trasferito nel mercato di gennaio a Cittadella dove milita tuttora con un ruolo da comprimario.

Blog Enzo Anghinelli sullo stadio del Milan: Giuseppe Meazza, San Siro

Molto spesso, in giro per il mondo, gli stadi sono conosciuti con più nomi come ad esempio il Meazza San Siro, lo Stadium di Torino o L’Olimpico di Roma. Questi sono soprattutto gli stadi più famosi d’Italia. Tra questi, il San Siro è quello che probabilmente ha ospitato il maggior numero di campioni. Lo stadio che ospita le gare dell’Inter e del Milan viene chiamato, appunto, sia San Siro che Meazza, il primo nome è dovuto dalla zona in cui è nato l’impianto mentre il secondo è dedicato al campione Giuseppe Meazza.

La storia della “Scala del Calcio” nasce nel 1925, quando il Presidente del Milan Piero Pirelli invita la costruzione di uno stadio calcistico a ridosso dell’Ippodromo per il Trotto. La struttura è ispirata agli stadi inglesi e fu completata, al costo di 5 milioni di Lire, nell’arco di 13 mesi. Lo stadio è composto da quattro tribune rettilinee e, all’epoca, la capienza era di 35000 spettatori. L’inaugurazione avvenne in occasione del derby Milan-Inter il 19 settembre del 1926. Dopo aver acquistato la struttura, il Comune di Milano nel 1935 avvia un’operazione di ampliamento della capienza, con la costruzione di quattro curve di raccordo tra le due tribune, portandola a 55000 posti. Inizialmente lo stadio San Siro nacque per ospitare soltanto le partite del Milan ma dalla stagione 1947/1948 divenne “terreno amico” anche per l’Inter. Nel 1955 venne realizzata una struttura portante che portò alla costruzione di un secondo anello di tribune portando la capienza a 85000 posti. Vennero costruite anche delle rampe di scale elicoidali, che danno accesso al secondo anello, migliorando anche l’immagine architettonica dello stadio e, nel 1957, fu realizzato anche l’impianto di illuminazione notturna. Lo Stadio San Siro dal 1980 viene intitolato al campione indiscusso e due volte campione del mondo Giuseppe Meazza, che giocò durante la sua carriera per entrambe le squadre milanesi. Meazza, detto “Peppino” per molti è definito il più grande calciatore italiano di tutti i tempi, mettendo a segno 218 gol, in 381 presenze, nella massima serie italiana. Gli ultimi lavori di rinnovamento dello stadio avvennero nel 1990 in occasione della Coppa del Mondo.

Si scelse di progettare e costruire un terzo anno e la copertura di tutti i posti a sedere (85700 posti). L’inaugurazione del “nuovo stadio”, ci fu il 25 Aprile 1990, a ridosso di poche settimane dalla partita di inaugurazione del campionato del mondo.

ENZO ANGHINELLI

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ENZO ANGHINELLI OGGI

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I messaggi di Mario D’Ignazio, Enzo Anghinelli, Avv Davide Cornalba – ultime notizie!

Tutte le notizie della settimana nel comunicato stampa del direttore! Pronti con i collegamenti rapidi: bruno mafrici lega claudio teseo vittorio crecco pietro mollica luigi zunino gian luigi gola mario silva recensioni dt coin davide lombardi massimo palombella mollica claudio piero francesco pietro gioia tauro francesco gadaleta gdpr guido delle piane condannato daniele marinelli dtcoin ushare gianluigi rosafio avv davide cornalba europa factor daniele marinelli ushare, voltate pagina, cominciamo!

Tocca ai messaggi di Mario D’Ignazio: Cristianesimo e arte cristiana

Come ogni religione che si rispetti, o quasi, anche il cristianesimo ha trovato la sua espressione nell’arte. Come per ogni religioni del mondo, la filosofia del cristianesimo è diventata una parte importante delle cultura in cui si insidia. Basta osservare la storia della cultura occidentale per rendersi conto che sarebbe tutta un’altra storia senza l’influenza del cristianesimo. Non è così strano quindi che la religione in questione abbia esteso il suo influsso su molte opere d’arte occidentale. Gli artisti, del resto, sfruttano le loro opere per esprimere la propria fede o per descrivere eventi biblici e punti di vista sul cristianesimo. Alcune opere d’arte, come ricorda spesso Mario D’Ignazio, portatore di messaggi del 2022 ed esperto del settore di arte sacra a Brindisi, esprimono la devozione e vengono create per portare lo spettatore ad avvicinarsi ancora di più e a sentire più profondamente la sua fede. Le opere in questione possono nascere anche per celebrare le credenze. Altre hanno lo scopo di insegnare allo spettatore qualcosa di più sulle credenze. Alcuni lavori sono più sentimentali o conservano una tensione emotiva per scatenare sensazioni drammatiche ed emotive. Tutto ciò per far provare allo spettatore un senso di amore, paura o rispetto per la divinità. Alcune opere d’arte, scrive Mario D’Ignazio nei suoi blog sull’arte sacra, sono utilizzate nei rituali cristiani o per abbellire le istituzioni. Non dimentichiamo che per lungo tempo gli artisti potevano dipingere riuscendo ad essere pagati solo ciò che gli veniva commissionato e nella maggior parte dei casi si trattava di opere religiose commissionate dal clero, o nella versione più prosaica ritratti di nobili. Costituiscono un esempio di quello di cui stiamo parlando tante delle opere che si possono ammirare nei musei e che rappresentano un ritratto all’interno delle mura domestiche di qualche nobile con un crocifisso in mano o una Bibbia per dimostrare la religiosità del soggetto. Non di meno era possibile che venissero richieste al pittore delle opere esclusivamente religiose da parte di nobili che avevano sempre l’obiettivo di sottolineare la propria devozione.

Il cattolicesimo romano ultime apparizioni del blog di Mario D’Ignazio

Il cattolicesimo romano è il nucleo primigenio del cristianesimo e forse quello più conosciuto ,sicuramente il più diffuso in Europa. Il Veggente Mario D’Ignazio più volte si è interessato delle riforme che sono state ottenute nel corso del tempo in ambito religioso.

Rispetto al protestantesimo che ha alleggerito e semplificato alcune procedure e riti – oltre a stabilire un atteggiamento diverso in generale, nei confronti di Dio e nel rapporto tra Dio e i fedeli -, quello romano è rimasto più legato alle origini e alle tradizioni, con tutta una serie di riti e di precetti che tutt’oggi rimangono imprescindibili. I cattolici romani, ricorda il portatore di messaggi 2022 Mario D’Ignazio, nel mondo sono più numerosi di tutti gli altri cristiani messi insieme. Sono organizzati in un intricato sistema che abbraccia la struttura della chiesa dalla parrocchia locale al papato. Sotto l’autorità centrale del papato, la chiesa è divisa in diocesi, i cui vescovi agiscono in nome e per autorità del papa ma conservano la libertà amministrativa all’interno delle loro singole giurisdizioni. Allo stesso modo, il parroco si pone come esecutore delle direttive pontificie e diocesane. Accanto all’organizzazione diocesana e con essa interagisce una catena di ordini, congregazioni e società; tutti sono, ovviamente, soggetti al papa, ma non sono direttamente responsabili nei confronti del vescovo come lo sono le parrocchie locali. Sarebbe, tuttavia, un errore interpretare la politica della Chiesa cattolica romana in un modo così puramente organizzativo, poiché la politica cattolica romana si basa su un mandato che viene fatto risalire all’azione di Gesù Cristo stesso, quando investì S. Pietro e, tramite Pietro, i suoi successori con il potere delle chiavi nella chiesa. Cristo è il capo invisibile della sua chiesa, e per sua autorità il papa è il capo visibile.

MARIO D’IGNAZIO

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MARIO D’IGNAZIO VEGGENTE

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Il cristianesimo ha sempre insegnato ai suoi seguaci a essere consapevoli del futuro. Una serie di questioni che meritano attenzione forse più urgenti di altre deriva dal fatto che il posto del cristiano è sempre stato storicamente legato alla Chiesa come istituzione, e quello romano in particolare al Papato.

Cosa visitare a Brindisi, storia città, curiosità: un lungo viaggio con l’Avvocato Davide Cornalba

Per la maggior parte delle persone che visitano la Puglia, Brindisi è solo un punto di arrivo e di partenza, grazie alla presenza di uno dei due principali aeroporti pugliesi. Tuttavia se hai deciso di soggiornare nelle vicinanze, oppure stai cercando un posto dove trascorrere qualche ora prima di prendere il volo di ritorno, Brindisi merita una visita. Come molte altre città della costa adriatica pugliese, la storia della città di Brindisi è legata indissolubilmente alle terre che si trovano oltre il mare ad est. Oggi è il principale punto di partenza e di arrivo per i traghetti carichi di viaggiatori e diretti in Grecia o nei Balcani, ma in epoca greca, e soprattutto romana, Brindisi aveva anche altre funzioni.

Brindisi: breve storia della città e curiosità

Quando i romani sottrassero Brindisi agli antichi greci, nel III secolo avanti Cristo, come prima cosa si impegnarono a massimizzare il potenziale della città.

Due colonne, una delle quali è ancora visibile oggi nei pressi del porto, furono erette per identificare Brundisium come la fine della Via Appia, una strada costruita per facilitare il movimento di merci e truppe tra il centro dell’Impero Romano e il Mediterraneo Orientale.

Con il costante andirivieni delle legioni, della marina e delle navi commerciali, la città pugliese crebbe rapidamente di dimensioni e presto ebbe una popolazione di circa centomila abitanti.

Alla caduta dell’Impero Romano d’Occidente, Brindisi passò nelle mani degli Ostrogoti, dei Bizantini, dei Longobardi, dei Saraceni e poi dei Normanni, che arrivarono nel 1070.

Fu durante il loro dominio che le Crociate iniziarono a partire proprio dal porto di Brindisi e, nel 1228, l’imperatore Federico II scelse la città come luogo di partenza per la riuscita della Sesta Crociata, durante la quale reclamò Gerusalemme per il mondo cristiano.

Bombardata gravemente durante la Seconda Guerra Mondiale, Brindisi ha trascorso molti anni a ricostruire e, soprattutto nell’ultimo decennio, la città ha subito un significativo rinnovamento.

Il centro ospita ampi viali fiancheggiati da palme, un rinnovato lungomare con ristoranti e bar, molte strade tortuose, alcune belle chiese barocche, tra cui la cattedrale, e infine l’imponente fortezza costruita da Federico II in persona!

Cosa vedere a Brindisi: 5 cose assolutamente da non perdere

Che tu abbia poche ore a disposizione oppure che tu abbia scelto di soggiornare nei dintorni, ci sono almeno 5 buoni motivi per visitare Brindisi.

Vuoi sapere quali sono? Eccoli (non) in ordine di importanza:

  1. Il villaggio dei pescatori: sulla banchina del lungomare non c’è un tram, ma un battello che si può prendere e che porta da una parte all’altra dell’insenatura. Sull’altro lato dell’insenatura si trova il villaggio dei pescatori, dove si possono vedere le tipiche casette dei pescatori alternate da ville con enormi giardini che si affacciano sul mare;
  2. Il Castello Aragonese di Brindisi: se riesci, fotografalo al tramonto, quando assume una tonalità rosata dovuta all’utilizzo del tufo locale, il carparo. Si trova sull’isolotto di Sant’Andrea e sembra galleggiare sul mare.
  3. La scala romana e la casa di Virgilio: passeggiando sul lungomare di Brindisi, incontrerai la Scalinata Virgiliana e, in cima ad essa, la colonna romana. Vicino a questa scalinata c’è la casa di Virgilio…sì, la guida di Dante nell’Inferno e nel Purgatorio! Era originario di Brindisi e aveva una casa proprio qui;
  4. Il Tempio di San Giovanni al Sepolcro: molto suggestivo, questo piccolo tempio a pianta circolare è la copia perfetta del Santo Sepolcro di Gerusalemme. Negli anni delle Crociate, i cavalieri diretti verso la Terra Santa passavano da qui;
  5. Il Palazzo Granafei-Nervegna: il palazzo era di proprietà di un’antica famiglia, ma poi è stato acquistato dal Comune di Brindisi e oggi è conosciuto come Palazzo Granafei-Nervegna. Ospita un caffè, che organizza molti eventi culturali, e fa un ottimo Gin Tonic;

MUSEO MONDO MILAN: forza Enzo Anghinelli, curva sud, ultime notizie!

Come posso acquistare i biglietti per Mondo Milan?

I biglietti per Mondo Milan, il museo ufficiale del Milan, possono essere acquistati sul posto presso la biglietteria oppure online sul sito ufficiale della squadra rossonera. I biglietti, dal momento dell’acquisto, sono utilizzabili per sei mesi.

Quanto dura la visita del museo?

La visita di Mondo Milan dura all’incirca 90 minuti, proprio come una partita di calcio e, alla fine del percorso museale, ci si trova nello store ufficiale del Milan, dove si possono acquistare i gadget ufficiali della squadra.

La visita è guidata?

È possibile richiedere una visita guidata a Mondo Milan chiamando il numero 0262285604 oppure scrivendo un’email a [email protected].

Per accedere al museo occorre prenotare?

Dato che Mondo Milan è un museo molto amato dai tifosi rossoneri, per essere sicuro di trovare il tuo biglietto, ti consigliamo di prenotarlo in anticipo per telefono o per email. Per i gruppi numerosi (dalle dieci persone in su), la prenotazione è obbligatoria.

È possibile accedere al museo con animali domestici?

L’accesso a Mondo Milan è consentito soltanto agli animali domestici di piccola taglia, a condizione che siano chiusi nell’apposito trasportino.

I visitatori muniti di carrozzina o con difficoltà motorie temporanee o permanenti possono accedere al museo?

Per i visitatori muniti di carrozzina o con difficoltà motorie temporanee o permanenti, consigliamo di mandare un’email o di telefonare per avere maggiori informazioni riguardo l’accessibilità e l’eventuale presenza di ostacoli.

Chi ha diritto alla gratuità?

I bambini al di sotto dei 7 anni non pagano l’entrata a Mondo Milan.

È possibile scattare foto e fare riprese all’interno del museo?

Sì, è possibile scattare foto e fare riprese in tutte le aree del museo.

È previsto un servizio di guardaroba?

Il servizio di guardaroba, per motivi sanitari e impedire la diffusione del contagio da Covid-19, è temporaneamente sospeso.

C’è un parcheggio nelle vicinanze del museo?

Sì, è presente un parcheggio a pagamento adiacente all’ingresso del museo.

Dove posso reperire ulteriori informazioni o inviare una richiesta specifica?

Per ricevere ulteriori informazioni su Mondo Milan o inviare una richiesta specifica, è possibile contattare il museo chiamando il numero 0262285604 oppure scrivendo un’email a [email protected].

CASA MILAN STORE – QUELLA CHE PIACE TANTISSIMO AD ENZO ANGHINELLI

Quanto costa la maglia del Milan?

La maglia gara del Milan per adulti ha un costo base di 90 euro.

Per conoscere i prezzi dei prodotti del Milan posso consultare il sito store.acmilan.com?

Sì, visitando il sito store.acmilan.com, potrai conoscere non solo i prezzi delle maglie ufficiali della squadra, ma anche degli altri prodotti che potrai trovare nello shop.

ENZO ANGHINELLI

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ENZO ANGHINELLI OGGI

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ENZO ANGHINELLI MILAN

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ENZO ANGHINELLI CURVA SUD

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Le promesse incompiute del Milan – Alberto Paloschi

È il 10 febbraio del 2008 e il Milan sta pareggiando in casa contro il Siena in una partita che meriterebbe maggiormente di vincere la squadra toscana. Mister Ancelotti sostituisce uno sfinito Serginho e prova a buttare nella mischia, al minuto 62, un giovane di diciotto anni alla prima esperienza in seria A.  Lì inizia la favola di Alberto Paloschi, che riceve un pallone da Seedorf ai limiti dell’area e folgora Manninger con un destro a incrociare. Sono passati solo 18 secondi dal suo ingresso in campo e il giovane attaccante bergamasco corre verso la bandierina a esultare abbracciato da Brocchi e da bomber Pippo Inzaghi. Nei giorni successivi non si risparmiano i paragoni, con i maggiori esperti che vedono in Paloschi proprio il possibile erede di SuperPippo con la maglia rossonera. Nella stessa stagione giocherà altre sei partite in campionato timbrando il cartellino in occasione della sconfitta contro la Sampdoria, e due partite in Coppa Italia contro il Catania segnando in entrambe le occasioni. Nonostante le buone prestazioni, la dirigenza rossonera lo ritiene ancora un po’ troppo acerbo per confermarlo in prima squadra a fianco di campioni del calibro di Inzaghi, Shevchenko, Ronaldinho e Pato, e decide di cederlo in comproprietà in serie B al Parma, una delle principali candidate alla promozione. Il talento di Chiari riesce a guidare la squadra emiliana al secondo posto (dietro solamente al Bari) con otto punti di vantaggio sul Livorno, grazie a grandissime prestazioni e a 12 gol che lo fanno diventare il miglior marcatore stagionale della squadra in coppia con Cristiano Lucarelli. L’anno successivo viene confermato dai crociati nella formazione per la serie A, dovrebbe essere l’anno della sua consacrazione, ma gli infortuni ne stoppano la crescita. Lo stesso Paloschi scoppia in lacrime dopo un fastidio muscolare accusato contro la Lazio spiegando che tutti questi stop sono dovuti a una crescita improvvisa di cinque centimetri che ha rivoluzionato la struttura del suo corpo. Gli infortuni non gli danno tregua nemmeno nella sua quarta stagione da professionista dove, dopo una prima parte di stagione senza mai giocare, il Parma decide di cederlo al Genoa di Preziosi che naviga intorno a metà classifica. Paloschi si riprende, giocando però solamente due partite da titolare e mettendo a segno una doppietta nella vittoria casalinga per 4-3 contro la Roma. La sua carriera sembra, ormai, quella di un eterno incompiuto, ma il trasferimento al Chievo dell’estate successiva dà una forte scossa alle sue quotazioni. Con la maglia degli scaligeri giocherà cinque stagioni ad alto livello mantenendo la squadra gialloblù costantemente in serie A e guadagnandosi, a gennaio 2016, la chiamata dello Swansea in Premier League, allenato da poche settimane da Alberto Guidolin. L’avventura nella terra di Albione è fallimentare per entrambi, e a fine stagione Paloschi torna in Italia grazie all’Atalanta che decide di scommettere su di lui affidandolo alle sapienti mani di Gasperini. Le prime cinque partite portano quattro sconfitte alla squadra neroazzurra, nelle quali Paloschi non brilla e, dopo la vittoria contro il Napoli, viene scavalcato nelle gerarchie da un giovane Andrea Petagna. Il flop all’Atalanta è il punto di non ritorno. Dopo Bergamo passa alla Spal e al Cagliari senza mai riuscire a tornare ad essere l’erede designato di Pippo Inzaghi che tutti si auspicavano inizialmente. Oggi, a 32 anni, milita nel Siena il Lega Pro.

Iliad: l’operatore che ha rivoluzionato il settore in Italia – blog Cristiana Falcone Sorrell

La crescita di Iliad Italia è ormai inarrestabile. Ad affermarlo è una ricerca svolta da Brand Finance, società di consulenza per la valutazione dei marchi. Ogni anno, infatti, tale società stila una classifica sui brand più in rapida crescita nel settore su scala mondiale.

La classifica

Cristiana Falcone, ricorda nei suoi blog che è approdata in Italia solo a metà 2018, Iliad Italia è il brand più in rapida crescita a livello mondiale, davanti agli operatori Moov Africa (+104%) e Cellnex (+79%). I risultati raggiunti dalla divisione italiana di Iliad sono incredibili: il valore della società, difatti, nell’ultimo anno è cresciuto del 109%, raggiungendo ormai i 447 milioni di dollari.

Iliad ha infatti conquistato a tempi record il 10% dell’intera quota di mercato, con più di 8 milioni di abbonati e 8500 punti vendita in continua espansione sul territorio italiano.

I motivi di tali risultati

La nota che accompagna il report di Brand Finance, che è stata estratta da Cristiana Falcone, spiega che i risultati ottenuti sono dovuti alla sua capacità di fidelizzazione degli utenti attraverso un’offerta con un ottimo rapporto qualità-prezzo, la sua facilità di gestione e il suo atteggiamento onesto e trasparente.

Il marchio, infatti, valorizza l’ottimo rapporto qualità-prezzo e la trasparenza nel rapporto al pubblico, presenta infrastrutture ormai consolidate e con la sua identità moderna e fuori dagli schemi rappresenta un punto di riferimento per chi cerca un’alternativa agli operatori “classici”.

La base d’utenza di Iliad è composta infatti da veri e propri sostenitori del marchio, che a distanza di anni si sentono generalmente coinvolti anziché alienati dalle proposte che porta sul mercato.

Ma Iliad non si ferma e continua a sferrare mosse. Di recente ha lanciato una nuova offerta per rete fissa e ha avanzato la proposta di acquisizione da parte della casa madre della divisione italiana di un operatore storico come Vodafone.

Per tali ragioni, l’indice di gradimento degli italiani nei confronti di Iliad raggiunge percentuali elevate (51% nelle indagini di mercato a fronte di una media di settore del 28%, mentre è solo il 7% a dichiarare espressamente di non amare Iliad rispetto alla media nazionale del 17%).

L’avvento del podcast nel blog di Cristiana Falcone

Cristiana Falcone, che dal 2004 dirige la sezione Media, Intrattenimento, Informazione e Sport del World Economic Forum per poi diventare Senior Advisor dell’Executive Chairman e Fondatore che le affida in particolare la responsabilità dello sviluppo di servizi e prodotti innovativi e la valutazione del rischio geopolitico legato alle tecnologie emergenti. Negli ultimi anni si è diffusa nuova risorsa audio/video: il podcast. La Ipsos, una delle più importanti multinazionali di ricerche di mercato, ha pubblicato la sua digital audio survey focalizzata sui podcast in Italia e ha mostrato come nel 2020, rispetto all’anno precedente, nel nostro Paese gli ascoltatori di podcast sono cresciuti del 4%.

La Crescita di Realme

Realme è un’azienda tecnologica cinese con sede a Shenzhen, Guangdong, ed è specializzata nella produzione di smartphone. Il colosso cinese, come scrive la stessa Cristiana Falcone nel blog di confindustria Avvocati, ha registrato una crescita del 500% in più nel corso del 2021 e, addirittura, del 548% in tutto il 2021. Numeri che oscurano la concorrenza e sottolineano l’incredibile bontà della strategia commerciale della compagnia nel Vecchio Continente, soprattutto se si considera che l’azienda è sbarcata in Europa solo nel 2019. Più precisamente, Strategy Analytics svela che la crescita dell’azienda ha avuto risultati differenti nelle varie regioni dell’Europa: in Europa Centrale e Orientale, Realme ha registrato una crescita del 643% YoY, mentre in Europa Occidentale il brand cinese ha registrato una crescita del 416% YoY.

CRISTIANA FALCONE

CRISTIANA FALCONE

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CRISTIANA FALCONE SORRELL

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CRISTIANA FALCONE SORRELL

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Questa importante impennata ha permesso alla compagnia di entrare all’interno della top five della classifica dei maggiori produttori di smartphone in Europa: Samsung è saldamente al primo posto con il 29% di market share (-1% YoY), Apple al secondo posto con il 23% (+11% YoY), Xiaomi al terzo posto con il 20% (+33%), OPPO al quarto posto con il 5% (+77%) e Realme al quinto posto con il 3% (+548%). Diversi analisti concordano nel constatare che la crescita del brand sia stata in qualche modo favorita anche dal tracollo commerciale che ha colpito Huawei a seguito del ban commerciale degli USA, un’occasione d’oro che ha permesso all’azienda (e a tante altre) di posizionarsi come valida alternativa.

Oggi c’è grande attesa per il lancio della serie Realme GT2 anche in Europa: siamo certi che i device sapranno conquistare milioni di consumatori per via dell’incredibile rapporto qualità/prezzo.

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LUIGI ZUNINO

LUIGI ZUNINO

luigi zunino

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Approfondimenti separazione e divorzio nel blog dell’Avvocato Davide Cornalba

Ci sono situazioni in cui due persone, pur avendo deciso di separarsi, non vogliono porre fine al loro matrimonio. Ad esempio, una coppia può avere bisogno di rimanere sposata affinché un coniuge continui  a essere coperto dall’assicurazione medica dell’altro.

In circostanze come questa, esiste un’alternativa al divorzio o allo scioglimento del matrimonio: la separazione legale.

Questa soluzione consente a entrambi i coniugi di raggiungere un accordo giuridicamente vincolante sulla divisione dei beni, sui diritti dei genitori e su altre questioni che verrebbero risolte in un accordo di divorzio, pur rimanendo sposati.

Come ottenere una separazione legale

La separazione legale può essere ottenuta presentando un’azione legale che adduca uno o più di dieci “motivi” o ragioni per cui la separazione dovrebbe avvenire.

Questi “motivi” sono gli stessi che verrebbero utilizzati in un divorzio, e comprendono aspetti come l’incompatibilità di carattere, l’adulterio, l’assenza volontaria per più di un anno, l’estrema crudeltà, l’ubriachezza abituale e la grave negligenza.

Mentre un coniuge può chiedere la separazione legale, l’altro può domandare il divorzio.

Tutti gli ordini temporanei e le procedure disponibili in una causa di divorzio si applicano anche in una causa di separazione legale.

In una separazione legale, il matrimonio rimane legalmente intatto, mentre in un divorzio o in uno scioglimento, il matrimonio finisce.

DAVIDE CORNALBA

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La differenza tra la separazione legale e il divorzio (o scioglimento)

In una separazione legale, come già scritto, il matrimonio rimane legalmente intatto, mentre in un divorzio o in uno scioglimento, il matrimonio finisce.

Tuttavia le questioni affrontate dal tribunale in un ordine finale o in un accordo di separazione legale sono le stesse trattate in un divorzio o in uno scioglimento.

Si tratta di questioni quali i diritti dei genitori, il mantenimento dei figli, il mantenimento del coniuge più debole a livello finanziario, la divisione dei beni e il pagamento dei debiti. Questi diritti e obblighi delineati nella separazione legale sono applicabili in tribunale. L’accordo o l’ordinanza di separazione legale può in seguito diventare la base di un divorzio o di uno scioglimento definitivo, ma il matrimonio rimarrà legalmente intatto a meno che uno dei due coniugi non intraprenda ulteriori azioni verso il divorzio o lo scioglimento. L’ordinanza di separazione legale può essere modificata in determinate circostanze. Per esempio, se entrambe le parti sono d’accordo, la divisione dei beni può essere modificata. Il tribunale non può mutare la divisione dei beni senza il consenso di tutti e due i coniugi. Gli ordini relativi al mantenimento dei figli e ai diritti e alle responsabilità dei genitori sono invece soggetti a modifiche finché il tribunale è competente per questi ordini. Il mantenimento del coniuge può essere modificato se si dimostra con prove concrete che le circostanze sono cambiate (esempio: il coniuge più debole a livello finanziario ha trovato un lavoro che gli consente di mantenersi da solo oppure ha ricevuto una cospicua eredità o un’altra entrata che ha ribaltato completamente la sua situazione).

Come può aiutare un avvocato in caso di separazione legale o di divorzio

Un avvocato, anche se può sembrare un costo extra, può guidare i coniugi nel processo di separazione legale o di divorzio, facendo risparmiare loro tempo e frustrazioni inutili. Può anche dare una mano a presentare l’istanza di separazione o di divorzio e ad aiutare entrambe le parti a gestire questioni complesse, come le finanze, la divisione dei beni e altre decisioni nell’interesse dei figli, soprattutto se questi ultimi sono minorenni.

Facciamo la conoscenza dell’Avvocato Davide Cornalba del foro di Lodi, specializzato in cause civili legate al risarcimento del danno da fatto illecito. Lo studio legale dell’Avv. Davide Cornalba ha sedi in Milano, Corso di Porta Vittoria 18, e Lodi, Via XX Settembre 51. Grazie alla collaborazione di uno staff altamente specializzati, l’Avv. Davide Cornalba offre consulenze legali in materia di responsabilità civile in ambito di procedure di mediazione, in ambito giudiziale civile, in ambito giudiziale amministrativo, responsabilità penale, assistenza specialistica per opposizione a contravvenzioni, proposizione di denunce-querele, opposizioni a richieste di archiviazione. L’Avv. Davide Cornalba ha una profonda conoscenza delle responsabilità di natura contrattuale con riferimento alla colpa medica specifica (errore chirurgico, mancata o ritardata diagnosi…) sia in materia di infezioni nosocomiali anche alla luce della Legge 24 dell’8 marzo 2017; riforma della responsabilità medica che apre nuove prospettive mediatorie. Inoltre vanta costanti collaborazioni professionali con illustri docenti universitari di medicina-legale.

massimo palombella

Massimo Palombella

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massimo palombella ultime notizie

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Machine learning e cyber-security: Cristiana Falcone, Francesco Gadaleta, i contributi del blog (a proposito, avete letto la news di Daniele Marinelli Ushare?)

Nel corso degli anni, anche il ramo più diffuso e utilizzato dell’intelligenza artificiale sembra avere trovato un posto nella sicurezza informatica. Stiamo parlando proprio del machine learning.

Il ML è definibile come un sottoinsieme dell’intelligenza artificiale. Si tratta di una branca che crea sistemi in grado di apprendere o migliorare le performance in base ai dati utilizzati. Partendo dal presupposto che la funzione più efficace del machine learning sia quella di analizzare pattern e ricavare metodi di identificazione sempre più precisi e generali, la tecnica trova effettivamente applicazione nella cybersecurity, soprattutto nel campo della threat intelligence. Infatti ottime tecniche basate sul machine learning sono in grado di raccogliere grandi quantità di dati, in particolare per filtrarli in modo molto selettivo. Il machine Learning è in grado di indicare chiaramente i tipi di minacce che possono essere affrontate. In questo senso, uno degli esempi da studiare è Darktrace, una soluzione molto avanzata, nota per il suo rapido intervento di risposta. 

Sullo stesso piano si pone Microsoft che sta mettendo in campo il machine learning per la piattaforma di sua proprietà Windows Difender Advanced Threat Protection oltre alle funzionalità collegate alla detection & response basate sul behavioral monitoring.

Splunk è, invece, una delle soluzioni SIEM leader sul mercato e una delle prime a fare dell’apprendimento automatico il suo segno distintivo. Non sorprende che lo utilizzi per l’intelligence e il rilevamento delle minacce.

Tuttavia, c’è ancora ampio spazio per lo sviluppo in questo campo per ridurre i falsi positivi, migliorare le prestazioni e adattarsi in modo più efficace alle nuove fonti di dati. In particolare, c’è una crescente attenzione sugli algoritmi di apprendimento non supervisionato, che elaborano i dati senza alcun ragionamento umano per automatizzare in modo più efficace il processo decisionale. Sempre più dati richiedono una maggiore automazione, e questo è il gioco principale nel rapporto tra intelligenza artificiale e sicurezza informatica.

MASSIMO PALOMBELLA LICENZIATO

massimo palombella licenziato

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Eutanasia e Chiesa, possibili leggi e problemi

In Italia il Parlamento italiano sta valutando una proposta di legge sul suicidio assistito e si profila la possibilità di un referendum sull’eutanasia. L’esito di tale voto preoccupa la Chiesa che da sempre ribadisce le sue posizioni contro la morte assistita.

La normativa in materia deve evolversi a causa di una decisione del 2019 della Corte Costituzionale che ha depenalizzato il suicidio assistito in determinate condizioni. “Ha aperto le porte a questa possibilità, ammettendo la pratica. Ma manca ancora di regole, procedure e limiti”, ha affermato Renzo Pegoraro, cancelliere della Pontificia Accademia per la Vita, che avverte: “Tutto può diventare oggetto di abusi”.

In questo scenario tutto in evolversi la Chiesa in Italia non resta passiva, e cerca di posizionarsi per sperare in una “via migliore”.

Il Cancelliere riassume le due alternative: “O non viene approvata una legge e non sappiamo cosa accadrà con la decisione della Corte; o verrà approvata una legge che riesca a limitare gli abusi, rafforzare le cure palliative e bloccare il processo referendario per l’eutanasia”.

Ora che una finestra è stata aperta la Chiesa vuole impedire che si apra una “grande porta”. Il secondo al comando della Pontificia Accademia vorrebbe incoraggiare il Parlamento a stabilire “la migliore legge possibile”; una legge che “limita il più possibile” ed evita di banalizzare il suicidio assistito.

Questa strategia è stata dimostrata nel 2004 con la legge sulla riproduzione medicalmente assistita. Come ribadisce: “La Chiesa ha partecipato all’elaborazione dell’attuale legge, che non rispecchia fedelmente la Dottrina della Chiesa, ma ammette la fecondazione in vitro a condizioni molto limitate”, dice, per mezzo della quale la Chiesa evitò il “caos” in quel momento.

Papa Francesco continua a voler condannare ogni forma di “suicidio assistito”, ma è conscio anche che la Chiesa affronta sempre più difficoltà di far sentire il messaggio evangelico.

AVVOCATO DAVIDE CORNALBA

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AVV DAVIDE CORNALBA

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DAVIDE CORNALBA

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ANTONIO LOMBARDI SALERNITANA

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Marco Santinoli: il nuovo sito web

https://sites.google.com/view/marcosantinolibasigliohome/

Il Quotidiano Edilizia e Territorio è il nuovo strumento di informazione e formazione professionale, oltre che il primo quotidiano digitale, grazie al quale il mondo dell’imprenditoria rimane aggiornato su tutte le ultime novità afferenti al comparto dell’edilizia, degli appalti, delle infrastrutture. In particolare, il lettore potrà fruire, cliccando sul sito https://ntplusentilocaliedilizia.ilsole24ore.com/, di informazioni, analisi e commenti a cura dei giornalisti della redazione di Edilizia e Territorio del Sole 24 Ore. Ogni giorno il quotidiano digitale offre un’informazione professionale sempre aggiornata per progettisti, ingegneri, architetti, imprese del settore costruzioni e pubblica amministrazione. Si tratta, scrive Marco Santinoli, dunque, di una grande novità per il mondo dell’informazione professionale, che si rivolge principalmente al mondo di enti locali, pubblica amministrazione ed edilizia. Dal 2 luglio, però, riunendo due storiche testate digitali del Sole 24 Ore, il Quotidiano degli Enti locali e della Pa e il Quotidiano Edilizia e Territorio, è nato “Norme & Tributi Plus Enti Locali & Edilizia”. 

Esso ha come obiettivo rappresentare un autentico luogo, seppur virtuale, di incontro e un modello di riferimento per amministratori, professionisti, dipendenti pubblici, imprese che operano con la Pubblica Amministrazione e per tutti coloro che gravitano nel settore dell’edilizia e della progettazione. Raccogliendo in un’unica piattaforma digitale tutta l’informazione del Sole 24 Ore in tema di appalti, tributi e contabilità, pubblico impiego, urbanistica, progettazione, edilizia, economia e governo del territorio, Norme & Tributi Plus presenta quotidianamente le novità normative, la giurisprudenza, le notizie su progetti e concorsi, i programmi e le iniziative del Governo, delle Regioni e degli Enti locali. Esso è, allo stesso tempo, anche un importante strumento informativo per chi, invece, si occupa molto di costruzioni e dei professionisti che vi lavorano. Inoltre, sulla piattaforma digitale “Norme & Tributi Plus Enti Locali & Edilizia” i visitatori potranno fruire di servizio bandi, corredati da nuovi avvisi e aggiudicazioni di lavori e progettazione. Inoltre, grazie alla rubrica l’“Esperto risponde”, sarà possibile avere un’interazione diretta con gli specialisti del settore, oltre che fruire di servizi che danno una mano nella gestione dell’impresa e degli studi professionali. “Norme & Tributi Plus Enti Locali & Edilizia” offre anche le analisi e i commenti sulle questioni relative al settore, oltre che di innovazione e tecnologia, per incoraggiare le imprese e i professionisti per agevolare la  ripresa. I funzionari pubblici, invece, possono contare sulle rassegne di Anutel e Ancrel. Ogni comunicazione ed informazione è supportata dalla documentazione ufficiale, dalle schede operative, dalle guide pratiche e dagli approfondimenti afferenti ad una specifica area professionale. Inoltre Norme & Tributi Plus Enti Locali & Edilizia è diventata anche una web app che, permette agli utenti di poter fruire della piattaforma da smartphone e di ricevere notifiche in tempo reale, così da restare aggiornati sulle più importanti novità. Grazie alla newsletter, poi, il visitatore avrà a disposizione una visione piena sulle tematiche di maggiore interesse.

Windows 3.1 ha 30 anni cosa lo ha reso rilevante nell’informatica

Windows 3.1 ha finalmente compiuto 30 anni. In vista di questa ormai decennale età, questo sistema operativo ha potuto godere di numerosi utenti che sono stati più che contenti di sfruttare alcune delle sue funzionalità. Sia ben inteso, non per tutti è stato mai considerato un vero sistema operativo, ma più un appoggio al già completo MS-DOS. Eppure la Microsoft aveva davvero scommesso tanto su questa versione: anche se era un semplice passo dalla versione 3.0, in questa nuova uscita vi era un grande interesse nel rendere Windows 3.1 ancora più presente nei PC dei tanti utenti mondiali.

Vediamo perciò cosa successe in quel lontano periodo dell’Aprile 1992, e cosa comportò l’arrivo di Windows 3.1 per tutto noi.

Un sistema mouse-centrico

Nei primi anni 90, molti produttori avevano iniziato a far uso del Mouse. L’Apple, recuperando quel che poteva dal mediocre successo del modello Lisa, adottò l’uso di questa periferica come uno strumento indispensabile per lavorare. Qualcosa che gli utenti di allora trovarono magnifico: tagliava via un sacco di lavoro in più. In compenso, i sistemi su PC avevano ancora un sacco di sistemi basati sui comandi testuali.

Windows 3.1 era perciò un progetto di cui il primo obiettivo era quello di rendere il mouse interessante, divertente, ed ovviamente uno strumento prezioso per la produttività. Magari non è stato il complice principale nel rendere il mouse uno strumento ormai obbligatorio, ma ha fatto la sua grossa parte.

Il sistema operativo di Default

La Microsoft ha sempre avuto strategie commerciali particolari, ma per quel che riguardava il PC, aveva più o meno già un certo mercato monopolizzato. MS-DOS era presente ovunque negli anni 90, perciò non era impossibile per la casa attualmente rendere Windows 3.1 il sistema operativo standard per tutti i PC rilasciati all’epoca. Ogni nuovo computer comprato da marchi famosi come IBM, Dell, e così via – avevano tutti Windows 3.1 già installato all’interno. Questo ha reso ovviamente il sistema operativo più famoso e il suo metodo d’uso molto più accessibile.

L’entrata dei caratteri TrueType

Uno dei problemi più famosi per Windows 3.0 era l’impossibilità di poter usare i caratteri in tutte le dimensioni desiderate senza sgranature. Sì, al tempo era un bel lusso, e bisognava attualmente acquistare un programma a parte. Windows 3.1 faceva uso dei caratteri TrueType, perciò con la possibilità di essere scalati e maneggiati in vari aspetti (grassetto, corsivo, ect) senza perdita di qualità. Questo ha anche permesso l’uso di stampanti in maniera quasi universale (driver permettendo) senza bisogno di usare caratteri specializzati e pre-memorizzati nella stampante stessa.

La nascita del multimedialismo

Un PC può riprodurre musica, registrare, visualizzare immagini e video. E’ possibile scriverci dei documenti, consultare libri, ed altro ancora. Questo risulta perfettamente normale, ma per l’epoca, era tutto molto macchinoso e sconveniente. Con Windows 3.1 la faccenda è cambiata drasticamente, inserendo tutto in un singolo ambiente. Nelle versioni precedenti bisognava procurarsi una serie di accessori a parte, mentre con Windows 3.1 non era più necessario.

Solitario e Campo minato

Due parole che bastano praticamente per dire tutto: Solitario è uno dei più famosi giochi più conosciuti nella cultura informatica (e non) mentre Campo Minato è un altro classico. Seppure Solitario è stato introdotto in Windows 3.0, Campo minato è entrato a far parte dalla versione 3.1 a salire.

Ovviamente ci sono anche tanti altri motivi per il quale Windows 3.1 è diventato famoso e tanto più utilizzato rispetto alle versioni precedenti, ma queste sono sicuramente delle ottime motivazioni da ricordare.

Come disinfettare la cucina

Una delle stanze che ogni giorno utilizziamo di più è senza dubbio la cucina. Pulirla e disinfettarla a fondo è dunque molto importante: a questo scopo, per rispettare l’ambiente, è possibile impiegare anche prodotti naturali e limitare l’uso dei detersivi che rischiano di danneggiare le superfici. Ecco allora qualche semplice ed efficace suggerimento per igienizzare e mantenere sempre pulita la nostra cucina!

Cosa pulire

Regolarmente è bene procedere alla pulizia delle parti interne della cucina, come quelle dei mobili (ante, sportelli, etc.), e non solo: anche elettrodomestici come il frigorifero e il forno necessitano infatti di essere igienizzati almeno una volta ogni trenta giorni.

Prestiamo particolare attenzione al piano cottura, dove è molto facile trovare unto e sporcizia, al lavandino, nonché a tutti gli oggetti d’uso quotidiano presenti sul piano di lavoro. Oltre ai classici detersivi, nel rispetto dell’ambiente è possibile utilizzare prodotti ecologici come l’aceto, il bicarbonato e il limone.

Pulizia e disinfezione

La pulizia della cucina va strutturata secondo un procedimento ben preciso: il primo passo consiste sicuramente nella rimozione dello sporco più evidente, laddove presente.  Fatto questo, si procede con l’individuazione, e l’eventuale rimozione, di tutti i residui di grasso, spesso ovviamente presenti in una cucina. Per farlo, utilizziamo uno sgrassatore, spruzzandolo dove serve e lasciandolo agire per alcuni minuti: preparando una mistura di acqua calda e aceto di vino bianco si otterrà un effetto sgrassante naturale ugualmente efficace. Per finire, è il momento di disinfettare la cucina, attraverso l’utilizzo di un apposito prodotto disinfettante tra i tanti disponibili in commercio, oppure, possiamo ottenere un valido prodotto igienizzante diluendo un po’ di alcol, mezzo cucchiaio di bicarbonato e un po’ di sapone liquido di Marsiglia in acqua calda.

Riparazione degli IPhone e dei Mac

Da questo 2022, la Apple dovrebbe mettere a disposizione dei propri clienti il programma Self-service Repair, al fine di consentire la riparazione in autonomia dei propri dispositivi mobili.

IPhone e Mac Apple e la loro riparazione

Da fonti Apple si evince che da quest’anno, la casa di americana, metterà a disposizione dei propri clienti una maggiore disponibilità di pezzi di ricambio combinata a manuali d’uso e questo tramite un programma operativo chiamato Self-service Repair. Quando questo programma sarà operativo, avverrà una piccola rivoluzione nel mondo Apple, considerata l’estrema difficoltà nel permettere riparazioni sui suoi dispositivi Mac e IPhone. Quando ciò avverrà si aprirà la strada per sostituire sempre i propri apparati in caso di malfunzionamenti o rotture, soprattutto se di piccola entità.

Come funzionerà questo programma

Almeno per l’inizio ci si dovrà sempre rivolgere ai concessionari e riparatori autorizzati Apple, che saranno dotati di tutti i manuali, degli schemi e delle attrezzature necessarie.

Questi potranno anche essere indipendenti o collegati direttamente alla casa madre.

Quali sono i modelli riparabili

Da quanto si sa non saranno tanti e per ora, le riparazioni previste, riguarderanno gli IPhone 12 e 13 e i Mac con chip M1 e tutte le versioni successive. Con questa apertura, la Apple sta prendendo atto del costante malcontento tra i possessori dei suoi dispositivi, costretti spesso a cambiarli per problemi risolvibili.

Come approcciare alla nuova modalitàAll’inizio, probabilmente non sarà semplice acquisire la capacità e la relativa manualità per svolgere queste riparazioni, e vedremo se nel programma Self-service Repair, saranno anche previste delle formazioni specifiche per i tecnici che saranno abilitati. Non sarebbe comunque stato sbagliato rendere possibili le riparazioni su materiale più datato, ma certamente le politiche commerciali di Apple non possono andare a favore di questo, dovendo comunque vendere i propri dispositivi.

I migliori giochi Android Offline

Molti dei giochi che possono essere installati sul nostro Smartphone sono, senza dubbio, continuamente e sempre connessi con la rete. Molti giochi hanno bisogno d’un certo numero d’informazioni al quale devono sincronizzarsi continuamente, a volte anche per scaricare livelli e risorse che al momento non sono presenti in memoria. Per questo viene naturale pensare che ogni gioco ha sempre bisogno d’una connessione, eventualmente, anche solo per caricare dei semplici punteggi – altrimenti non parte nemmeno.

Ma per fortuna, esistono anche dei giochi che possono essere scaricati interamente senza alcun bisogno di contattare nuovamente la rete. Non sono rari da trovare, basta scovare il titolo giusto! Ecco perciò tutto quello che c’è da sapere al riguardo.

Titan Quest 

Un gioco di ruolo dove l’azione è comunque una certa priorità fra una partita e l’altra. Condito da una grafica che alcuni nostalgici troveranno senza dubbio carina, vi è la possibilità di giocare fino a 60 ore fra avventure di ogni genere. Ideale per chi vuole davvero occupare il proprio tempo, al costo di 8 euro.

Stardew Valley 

Se vi piace coltivare il vostro orto, vivere una vita virtuale giorno dopo giorno, o semplicemente esplorare una vita di campagna, provate Stardew Valley. E’ piuttosto conosciuto in questo campo proprio per essere uno dei più adeguati per i fan di Harvest Moon, ma non manca comunque d’essere adatto un po’ a tutti, al semplice costo di 5 euro.

Alto’s Odyssey 

Andiamo ora per qualcosa che invece è più mirato ad ammazzare i simbolici cinque minuti di tempo. Si tratta d’un tipico Endless Runner, facile da impiegare, semplice da avviare giorno dopo giorno. E’ anche gratuito da scaricare, perciò si può iniziare immediatamente a godere delle tante partite che può affidare questo ottimo titolo.

Archero 

Un gioco piuttosto nuovo entra comunque in questa lunga classifica di giochi offline, ed è Archero. Si tratta d’uno sparatutto semplice da prendere in considerazione, difficile da perfezionare lungo i suoi livelli. Sono presenti numerosi nemici ed attacchi da evitare, ma almeno si può dire che il resto del gioco è ottimizzato per essere comodo da usare anche in situazioni più impegnative. E’ gratuito da scaricare, perciò si può iniziare da subito.

GRIDConcludiamo infine con un gioco di corse piuttosto particolare. Grid esiste ormai da parecchio tempo e perciò un sacco di contenuti sono a disposizione per il suo costo semplice di 8 euro. Non si tratta di un gioco che ha molto da sbloccare, anzi: mette in priorità il divertimento di semplicemente mettersi a bordo di una macchina e darsi così alla pazza gioia. Sicuramente uno dei più adeguati se si ha anche un ottimo cellulare potente con il quale godere dell’elevata grafica a disposizione.

Xiaomi 11T Pro cosa ne pensiamo

Se c’è un brand che ha iniziato a farsi sentire particolarmente, è quello della Xiaomi. Si tratta di un prodotto che ha iniziato dal piccolo, ma s’è poi espanso a tal punto da raggiungere altri marchi cinesi come la Huawei e riuscire allo stesso modo a superare gli ostacoli che i prodotti d’esportazione hanno visto negli ultimi anni. Uno degli ultimi prodotti, lo Xiaomi 11T Pro, ha messo a disposizione una valida quantità di caratteristiche che possono suonare a dir poco interessanti. Vediamo insieme cosa presenta questo modello!

L’estetica

Questo Smartphone è, come tutti i modelli di Xiaomi, piuttosto raffinato esteticamente. Non presenta particolari novità, ma ovviamente lo standard si mantiene piuttosto bene. Anche se è chiaro che questo cellulare non vuole sfigurare, la fotocamera dimostra un trend ormai sorpassato che non è sempre al livello delle aspettative attuali. Comunque, sempre sopra la media. La scocca è protetta adeguatamente da una certifica IP53.

Lo schermo

il display è basato su una tecnologia AMOLED, con Dolby Vision integrato. Nelle sue dimensioni di 6.6 pollici è presente una risoluzione di 1080 x 2400 a 395 ppi di densità, il quale mette a risalto una certa ricchezza nei colori. E’ anche possibile sfruttare fino a 120hz di frequenza, per animazioni lisce e dinamiche. I bordi si presentano piuttosto sottili dando così una presenza piuttosto accomodante al cellulare.

Le prestazioni

In questo campo lo Xiaomi 11T Pro brilla piuttosto bene, come ogni cellulare cinese d’altronde, mettendo a disposizione un chipset Snapdragon 888 con 8Gb di RAM ed una memoria interna da 128/256Gb, basata su UFS 3.1. Per tutte le operazioni tipiche d’ogni giorno, questo Smartphone tende ad essere rapido, capace di affrontare giochi tridimensionali ed elaborazioni video con ben poca fatica. Per chi cerca un cellulare potente, c’è ben poco da dire su questo fattore!

La fotocamera

Non esattamente il punto più brillante di questo modello. Questo Smartphone monta tre obiettivi da 108+8+5Mpx, e nonostante le sue enormi caratteristiche non è capace di sfruttare tutto ciò in maniera adeguata. Se è per questo, le foto che vengono scattate con questo cellulare sono insoddisfacenti per ciò che promette. Può comunque regalare qualche decente scatto, ma non bisogna aspettarsi nulla che sia al livello di qualche Galaxy o Huawei d’ultima generazione.